Curti, Antonio: 3 schede

Pepoli, Alessandro <1756-1796>

1. L' amico di sua moglie commedia originale in cinque atti di Alessandro Pepoli

In Venezia: dalla tipografia pepoliana presso Antonio Curti q. Giacomo

84 p. ; 8o. Segn.: A-D8, E10.

Impronta : o.m- ).lo i.n- neQu (3) 1794 (R)

Pepoli, Alessandro <1756-1796>; Curti, Antonio;

Coll.: 11469 - B.III 3


2. Biblioteca teatrale della nazione francese ossia raccolta de' piu scelti componimenti tragici, comici, lirici e burleschi di quel teatro dall'origine de' suoi spettacoli fino a' nostri giorni, recata in italiano da una societa di dotte persone, con prefazioni, giudizi critici, aneddoti, osservazioni, vite, ritratti in rame di varj illustri autori, ec

Venezia: dalla nuova stamperia presso Antonio Fortunato Stella [poi] tipografia Pepoliana presso Antonio Curti q. Giacomo, 1793-1796

27 v. ; 12

I numeri di sequenza dei volumi sono indicati negli indici di ciascuno di essi

Biblioteca de' piu scelti componimenti teatrali d'Europa, divisa per nazioni.;

Curti, Antonio; Pepoli, Alessandro; Stella, Antonio Fortunato;


Crebillon, Prospere Jolyot : de (1674-1762)

3. Radamisto e Zenobia tragedia di Crebillon. Traduzione dell'Abate Carlo Innocenzo Frugoni

Venezia: dalla tipografia Pepoliana presso Antonio Curti q. Giacomo, 1795

XVI, 109, [1] p. ; 16o. Segn.: a8, A-G8

Impronta : heza ;ee- a,de NeL' (3) 1795 (R)

Crebillon, Claude Prosper Jolyot : de <1707-1777>; Frugoni, Carlo Innocenzo; Curti, Antonio;

Coll.: 2184 - E.V 30

Prosper Jolyot de Crébillon (Digione 1674 – Parigi 1762) poeta e drammaturgo francese, protetto da Madame de Pompadour, fu autore di nove tragedie: Idomeneo (1705), Atreo e Tieste (1707), Elettra (1708), Radamisto e Zenobia (1717, ritenuto il suo capolavoro), Serse (1714), Semiramide (1717), Pirro (1726), Catilina (1748) e Triumvirat (1754). La sua produzione tragica ne fa la figura di transizione tra il classicismo di Pierre Corneille e di Jean Racine e il teatro settecentesco: Jean d'Alembert vide in lui il precursore di un nuovo modo di espressione artistica, mentre i suoi contemporanei vollero contrapporlo a Voltaire. Derivò il gusto truculento di Seneca, visto il suo concepimento del dramma come "un'azione funesta" e la sua tendenza ad "indurre pietà attraverso il terrore".