Farri, Domenico: 5 schede

Giraldi, Giambattista

1. Giuditio sopra la tragedia di Canace, et Macareo. Con molte utili considerationi circa l'arte tragica, & di altri poemi, con la tragedia appresso

In Venetia, 1566

2 pt. (54, [2]; 40 c.) ; 8o. Segn.: A-G8; A-E8.

Impronta : deio tii, leto DaAc (3) 1566 (R);neij e?to e,e- seha (3) 1566 (R)

Opera di G.B. Giraldi, attribuita anche a B. Cavalcanti, cfr. Sperone Speroni. Canace ... a cura di C. Roaf Bolonga, 1982 pp. XXIII-XXIX. Probabilmente pubblicato da Domenico Farri, cfr. STC Italian, p.636. Cors.; rom. Pt.2: Canace tragedia di M. Sperone Speroni, nobile padouano. Iniziali e fregi xil. Stemma di Luigi Mocenigo sui front. Var. B: Giudicio sopra la tragedia ... Al frontespizio nota manoscritta del possessore Domenico Antonio Barbieri in cui attribuisce l'opera a Bartolomeo Cavalcanti; la presente copia consta solo della prima parte.

Giraldi, Giambattista; Cavalcanti, Bartolomeo <1503-1562>; Farri, Domenico;

Coll.: 3166 - G.VIII 32. Riportata su CD 71

Giraldi, Giovanni Battista <1504-1573> letterato, drammaturgo, filosofo e medico, nacque a Ferrara nel 1504 e morì nel 1573. Ebbe l'appellativo di "Cinzio". Fu uno dei maggiori assertori dell'aristotelismo letterario, propugnò un teatro tragico costruito secondo le regole aristoteliche, ma con fini moraleggianti quali la riforma cattolica esigeva. S'ispiro a Seneca piuttosto che ai greci e agli argomenti classici. Nelle sue tragedie poeticamente mediocri, portò sulla scena casi orribili e paurosi, nell'illusione che essi rendessero più persuasiva la moralità, fece a volte terminare l'azione lietamente e le chiamò allora tragicommedie. Ebbe larga influenza su tutte le tragedie posteriori, il che giustifica la stima di cui godette nella seconda metà del secolo, anche se non fu che un'abile letterato. Fu autore delle Cento Novelle, Hecatommiti pubblicate nel 1565. Delle 9 tragedie composte, solo la prima cioè "Orbecche" fu pubblicata vivente il Giraldi, le altre uscirono postume nel 1583. Per secoli questo scritto, il Giuditio pubblicato anonimo per la prima volta nel 1550 a Lucca da Vincenzo Busdrago, fu considerato opera di Bartolomeo Cavalcanti, come testimonia anche la nota manoscritta al frontespizio di tale Domenico Antonio Barberi possessore del volume. Di gran lunga più probabile pare ai nostri giorni l'attribuzione al Giraldi, cui l'opera é formalmente dedicata. La Canace di Sperone Speroni composta nei primi mesi del 1542 (ad un anno di distanza dall'Orbecche del Giraldi), fu subito sottoposta al giudizio statutario dei membri dell'Accademia padovana degli Infiammati, e fu divulgata manoscritta dentro e fuori l'ambito padovano suscitando ben presto inevitabili ed animose discussioni che si protrassero per oltre mezzo secolo. Dopo la I. ed. del 1546 di Venezia Vincenzo Valgrisi, la tragedia fu ristampata 4 volte, la prima col Discorso del Giraldi dal Busddrago a Lucca nel 1550.


Giraldi, Giambattista

2. Orbecche, tragedia di m. Gio. Battista Giraldi Cinthio da Ferrara

In Vinegia: appresso Francesco Lorenzini da Turino, 1560 (In Vinegia

66, [2] c. ; 8o. Segn.: A-H8 I4. Ultime 2 c. bianche.

Impronta : o,co A.e. e,ra HiNo (3) 1560 (R)

Riferimenti: edit16.iccu.sbn.it, 21269. Marca (Z1115)al front. Testata xil. al front. che racchiude la prima parte del tit. Inizial. xil.

Giraldi, Giambattista; Farri, Domenico; Lorenzini, Francesco;

Coll.: 2419 - E.II 51. Riportata su CD 68

Giovanni Battista Giraldi Cinthio <1504-1573>, letterato, drammaturgo, filosofo e medico, nacque a Ferrara nel 1504 e morì nel 1573. Ebbe l'appellativo di "Cinzio". Fu uno dei maggiori assertori dell'aristotelismo letterario, propugnò un teatro tragico costruito secondo le regole aristoteliche, ma con fini moraleggianti quali la riforma cattolica esigeva. S'ispiro a Seneca piuttosto che ai greci e agli argomenti classici. Nelle sue tragedie poeticamente mediocri, portò sulla scena casi orribili e paurosi, nell'illusione che essi rendessero più persuasiva la moralità, fece a volte terminare l'azione lietamente e le chiamò allora tragicommedie. Ebbe larga influenza su tutte le tragedie posteriori, il che giustifica la stima di cui godette nella seconda metà del secolo, anche se non fu che un'abile letterato. Fu autore delle Cento Novelle, Hecatommiti pubblicate nel 1565. Delle 9 tragedie composte, solo la prima cioè "Orbecche" fu pubblicata vivente il Giraldi, le altre uscirono postume nel 1583. La prima edizione dell'Orbecche del 1543 di Venezia "in casa de' figliuoli di Aldo" fu ristampata almeno 10 volte nel corso del XVI sec., segno indubbio che essa fece colpo e significò qualcosa per più generazioni di lettori. La lettera dedicatoria é indirizzata ad Ercole II d'Este, IV Duca di Ferrara, che lo nominò suo segretario. L'opera fu rappresentata per la prima volta nel 1541 in casa dell'autore alla presenza del duca. La seconda volta per il Cardinale di Ravenna e il cardinale Salviati. Fu la prima tragedia regolare che nel '500 fu portata sulle scene ed esercitò un vario influsso sui tragediografi italiani e stranieri. Il modello cui volle ispirarsi ed attenersi fu il teatro di Seneca che riteneva avere, meglio di altri, attuato il principio tragico del terrore e della misericordia. Ma il Giraldi aggiunse un gusto atroce dell'orrendo pensando che la pietà umana potesse nascere soltanto da fatti di mostruosa efferatezza.


3. Il sacrificio. Comedia de gli Intronati. Celebrato nei giuochi di uno carneuale in Siena

In Venetia: appresso Domenico Farri, 1563

Di nuouo corretta, & ristampata; 69, [3] c. ; 8°. Segn.: A-I8

Impronta : zage tase nie. PiSe (3) 1563 (R)

Marca sul front. e in fine.

Accademia degli Intronati; Farri, Domenico;

Coll.: 1483 - G.V 67 / Riportato su CD 2

E' opinione generale che l'Accademia degli Intronati fu la prima regolata Accademia d'Italia, esempio anche nel mondo per tutte le altre. Luca Contile nel suo "Ragionamento sopra le proprietà delle Imprese" (Pavia 1574), dichiarò l'Accademia degli Intronati quale la più antica. Il Quadrio ne fa rimontare l'origine alla metà del sec. XV. Gli eruditi senesi alla gioventù di Enea Silvio Piccolomini, papa Pio II. (1406-1464). Ebbe come impresa una zucca contenente del sale sovrastata da due pestelli incrociati, con il motto «Meliora latent»; le sue leggi erano delle massime di comportamento: «orare, studere, gaudere, de mundo non curare». Le sue attività furono inizialmente incentrate su poesia ed eloquenza, poi anche sulla composizione e rappresentazione di opere teatrali. Vi partecipò Alessandro Piccolomini, in qualità di "Principe de' Comici", con il nome accademico di Stordito. Nel 1611 fu pubblicata a Siena la prima raccolta Delle Commedie degli Accademici Intronati di Siena. L’accademia terminò la sua attività verso la fine del '700.


Maleguzzi, Flaminio

4. La Theodora comedia di m. Flaminio Maleguzzi

In Venetia: appresso Domenico Farri, 1572

56 c. ; 8o. Segn.: A-G8

Impronta : i.I. i,o, zao: CoCh (3) 1572 (R)

Marca al front. I. ed.

Maleguzzi, Flaminio; Farri, Domenico;

Coll.: 2087 - E.VII 78. Riportata su CD 104

Flaminio Maleguzzi, poeta, nacque a Modena nel 1537, morì nel 1552 a Padova. La lettera dedicatoria di Guido Decani "Al Signor Maleguzzi", fratello dell'autore, é datata: Venezia 17 set. 1568.


Dolce, Lodovico

5. Le tragedie di M. Lodouico Dolce. Cioe, Giocasta, Didone, Thieste, Medea, Ifigenia, Hecuba. Di nuovo ricorrette et ristampate

In Venetia: appresso Domenico Farri, 1566

53, [3], 44, 42, [2], 56, 32 c. ; 8o. Segn.: A-G4 le ultime 3 carte sono bianche A-E4 F4 A-E4 F2 A-G4 A-D4. Hecuba: 47 c.; segn.: A-F8, bianca l'ultima c.

Impronta : cisi rei. a?te ElDi (3) 1566 (R);e,zo i:te a,a. CoE, (3) 1566 (R);e.a- see. noi. CaEc (3) 1566 (R);e.ie o;ra uedo CoEt (3) 1566 (R);o.do too? e;mi IlEg (3) 1566 (R);teo? 0:a: a.oi AlIl (3) 1566 (R)

Marca V344 sul front. Ogni tragedia ha proprio frontesp. e paginazione. 6 tragedie di 5 atti: Giocasta, Didone, Thieste, Medea, Ifigenia, Hecuba. Manca Hecuba.

Dolce, Lodovico; Farri, Domenico;

Coll.: 2262 - E.IV 36. Riportata su CD 57 /1/2

Lodovico Dolce, "poligrafo", (cioè autore di opere su argomenti vari, talvolta assai disparati tra loro, spesso trattati con scarsa profondità di pensiero), nacque a Venezia nel 1508, morì ivi nel 1568. Appartenne ad una delle più antiche famiglie nobili veneziane. Lavorò a lungo per Giolito, traducendo e commentando molti autori classici e contemporanei. Cinque commedie rappresentano la parte migliore della sua vastissima produzione. Bembista nella lirica scrisse rime, tragedie, poemetti mitologici e biblici, tradusse e imitò Virgilio, Ovidio, Catullo, Orazio, Cicerone, ecc. Numerosi ma senza valore anche i Trattati: Delle pietre presiose, Dell'Institutione delle donne. Notevoli le sue Osservazioni sulla volgar lingua. La lettera dedicatoria dell'A. "Al ... S. Marc'Antonio da Mulla, Grauissimo (sic) Senatore della Repubblica Venitiana" é datata : Venezia 9 - gen. - 1559.