Errico, Scipione: 2 schede

Errico, Scipione

1. Armonia d'amore fauola pastorale di Scipione Herrico

In Roma: ad istanza di Gio. Domenico Franzini, [16..]

119-168 p. ; 12o. Segn.: F-G12.

Senza data. Opera citata da Allacci, p. 115 che cita tre edizioni del 1655, due in Messina ed una in Roma e quest'ultima senza anno. Copia mutila delle prime 119 pp.

Errico, Scipione; Franzini, Giovanni Domenico;

Coll.: 2071 - E.VII 61

Scipione Errico (1592-1670), sacerdote e teologo messinese, filosofo, scrittore e poeta, membro dell'Accademia della Fucina di Messina col nome di Occupato e dell'Accademia degli Incogniti di Napoli, scrisse il dialogo "L'occhiale appannato" (1629) contro l'"Occhiale" di Stigliani, le Rime (1619), Poesie liriche (1646), le commedie aristofanesche (Le rivolte di Parnaso 1625, Le liti di Pindo 1634) e un romanzo-trattato di genere allegorico didattico dal titolo Guerre di Parnaso (1642). Nel 1910 Benedetto Croce riscoprì questo autore, dimenticato dagli storici fino ad allora, ripubblicando il poemetto "La via lattea", interessante per la sua morbida sensualità. Errico fu un sostenitore del valore spettacolare e culturale del neonato melodramma e anche un severo teologo e controversista della Curia pontificia. Come poeta e scrittore è un minore, teso a fondere il mito classico e i giochi scaltriti del barocchismo (tra chiasmi, giochi di suoni e paronomasie ecc.) e l'adesione all'erotismo compiaciuto e aproblematico. Fu un abile seguace di Marino.


Errico, Scipione

2. Le rivolte di Parnaso. Comedia di Scipione Herrico

In Venetia: per Bartolomeo Fontana, 1626

144 p. ; 12o. Segn.: A10, B-F12.

Marca tipograf. al frontesp. con motto: Nunquam sicc abitur aestu.

Errico, Scipione; Fontana, Bartolomeo;

Coll.: 1869 - F.I 4

Scipione Errico (1592-1670), sacerdote e teologo messinese, filosofo, scrittore e poeta, membro dell'Accademia della Fucina di Messina col nome di Occupato e dell'Accademia degli Incogniti di Napoli, scrisse il dialogo "L'occhiale appannato" (1629) contro l'"Occhiale" di Stigliani, le Rime (1619), Poesie liriche (1646), le commedie aristofanesche (Le rivolte di Parnaso 1625, Le liti di Pindo 1634) e un romanzo-trattato di genere allegorico didattico dal titolo Guerre di Parnaso (1642). Nel 1910 Benedetto Croce riscoprì questo autore, dimenticato dagli storici fino ad allora, ripubblicando il poemetto "La via lattea", interessante per la sua morbida sensualità. Errico fu un sostenitore del valore spettacolare e culturale del neonato melodramma e anche un severo teologo e controversista della Curia pontificia. Come poeta e scrittore è un minore, teso a fondere il mito classico e i giochi scaltriti del barocchismo (tra chiasmi, giochi di suoni e paronomasie ecc.) e l'adesione all'erotismo compiaciuto e aproblematico. Fu un abile seguace di Marino.