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Marca "In cornice figurata: Liocorno che immerge il corno in un corso d'acqua dove sono aspidi e altri serpenti. Motto: Virtus securitate parit.": 3 schede

Torelli, Pomponio

La Galatea del conte Pomponio Torelli, nell'illustriss. Academia de gli Innominati il Perduto. All'illutriss. et reuerendiss. sig. il sig. Cardinal Odoardo Farnese
In Parma: nella Stamperia di Erasmo Viotti, 1603 (In Parma: per Erasmo Viotti, 1603)
[8], 111, [1] p. ; 4o. Segn.: [croce]4 A-G8. Bianche [croce]3v e [croce]4r.
Impronta: g-o, e,da noa; NaGe (3) 1603 (R)
Marca: In cornice figurata: Liocorno che immerge il corno in un corso d'acqua dove sono aspidi e altri serpenti. Motto: Virtus securitate parit.
Stemma del dedicatario sul front. Iniz. e fregi xil. Marca in fine.

Viotti, Erasmo <1>

Coll.: 10101 - F.IV 19 ; 10921 - C.I 8. Riportata su CD 46/1
Pomponio Torelli, letterato e autore drammatico nato a Montechiarugolo (Parma) nel 1539, morì a Parma nel 1608. Nipote per parte di madre di Gian Francesco Pico Della Mirandola, apprezzato autore di versi italiani e latini, attivo membro dell'Accademia parmense degli Innominati, con il nome di "Perduto", dove lesse e commentò Aristotele, visse sempre alla corte dei Farnese e fu l'educatore di Ranuccio. La sua novità fu di introdurre sul finire del ‘500 tragedie che per prime posero il dramma della ragion di stato. La novità del tema politico alimentò più tardi il teatro francese e il teatro italiano dell’Alfieri. Va segnalata particolarmente la Merope (edita nel 1589), derivata dalle Fabulae di Igino, in cui è seguito l’indirizzo aristotelico e grecizzante. Meno rilevanti appaiono le altre tragedie del Torelli, il Tancredi (1597), il Polidoro (1605), la Vittoria (1605). Era amico del Tasso. Ebbe vari incarichi diplomatici e nel 1584 andò, come ambasciatore, in Spagna per ottenere per il suo signore la restituzione del castello di Piacenza ed essendoci riuscito, l'anno seguente, fu portato in trionfo dal popolo fino al palazzo di Ranuccio.

Torelli, Pomponio

Pomponii Taurelli, Montisclariculi comitis, Academici nnominati. Parmensis. Carminum libri sex
Parmae: ex typographia Erasmi Viotti, 1600 (Parmae: ex typographia Erasmi Viotti, 1600)
[4], 166, [2] p. ; 4o. Segn.: p"A-K8L4.
Impronta: n.e. s.es nuo. SeTu (3) 1600 (R)
Marca: In cornice figurata: Liocorno che immerge il corno in un corso d'acqua dove sono aspidi e altri serpenti. Motto: Virtus securitate parit.
Marche sul front. (V160) e in fine (V161). Cors.; rom. Iniziali e fregi xil. I ed. Legato con: La Vittoria, Il Polidoro, La Galatea, Il Tancredi.

Viotti, Erasmo <1>

Coll.: 10103 - F.IV 19
Pomponio Torelli, letterato e autore drammatico nato a Montechiarugolo (Parma) nel 1539, morì a Parma nel 1608. Nipote per parte di madre di Gian Francesco Pico Della Mirandola, apprezzato autore di versi italiani e latini, attivo membro dell'Accademia parmense degli Innominati, con il nome di "Perduto", dove lesse e commentò Aristotele, visse sempre alla corte dei Farnese e fu l'educatore di Ranuccio. La sua novità fu di introdurre sul finire del ‘500 tragedie che per prime posero il dramma della ragion di stato. La novità del tema politico alimentò più tardi il teatro francese e il teatro italiano dell’Alfieri. Va segnalata particolarmente la Merope (edita nel 1589), derivata dalle Fabulae di Igino, in cui è seguito l’indirizzo aristotelico e grecizzante. Meno rilevanti appaiono le altre tragedie del Torelli, il Tancredi (1597), il Polidoro (1605), la Vittoria (1605). Era amico del Tasso. Ebbe vari incarichi diplomatici e nel 1584 andò, come ambasciatore, in Spagna per ottenere per il suo signore la restituzione del castello di Piacenza ed essendoci riuscito, l'anno seguente, fu portato in trionfo dal popolo fino al palazzo di Ranuccio.

Torelli, Pomponio

Il Polidoro tragedia di Pomponio Torelli, conte di Montechiarugolo, nell'Academia de' sig. Innominati di Parma il Perduto
In Parma: nella stamperia di Erasmo Viotti, 1605
[8], 116, [4] p. ; 4o. Segn.: +4 A-F8 G12
Impronta: n-mi nepa e,e, ChDi (3) 1605 (R)
Marca: In cornice figurata: Liocorno che immerge il corno in un corso d'acqua dove sono aspidi e altri serpenti. Motto: Virtus securitate parit.
Sul front. impresa dell'Accademia degli Innominati di Parma; cfr. M. Maylander, Storia delle Accademie d'Italia, Bologna 1926-1930 v. 3 p. 293. Marca in fine. British Library, Catalogue of seventeenth century Italian books, v. 2 p. 912; NUC pre-1956 v. 597 p. 479.

Viotti, Erasmo <1>

Coll.: 10100 - F.IV 19
Pomponio Torelli, letterato e autore drammatico nato a Montechiarugolo (Parma) nel 1539, morì a Parma nel 1608. Nipote per parte di madre di Gian Francesco Pico Della Mirandola, apprezzato autore di versi italiani e latini, attivo membro dell'Accademia parmense degli Innominati, con il nome di "Perduto", dove lesse e commentò Aristotele, visse sempre alla corte dei Farnese e fu l'educatore di Ranuccio. La sua novità fu di introdurre sul finire del ‘500 tragedie che per prime posero il dramma della ragion di stato. La novità del tema politico alimentò più tardi il teatro francese e il teatro italiano dell’Alfieri. Va segnalata particolarmente la Merope (edita nel 1589), derivata dalle Fabulae di Igino, in cui è seguito l’indirizzo aristotelico e grecizzante. Meno rilevanti appaiono le altre tragedie del Torelli, il Tancredi (1597), il Polidoro (1605), la Vittoria (1605). Era amico del Tasso. Ebbe vari incarichi diplomatici e nel 1584 andò, come ambasciatore, in Spagna per ottenere per il suo signore la restituzione del castello di Piacenza ed essendoci riuscito, l'anno seguente, fu portato in trionfo dal popolo fino al palazzo di Ranuccio.
 
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