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Bentivoglio, Ercole <1506-1573>: una scheda

Bentivoglio, Ercole <1506-1573>

Il geloso comedia del s. Hercole Bentiuoglio
In Vinegia: appresso Gabriel Giolito de Ferrari, 1544 (In Vinegia: appresso Gabriel Giolito de Fer rari, nel mese di Sett)
41, [1] c. ; 8o. Segn.: A-D8 E10.
Impronta: ,&i- iote toO. NoCo (3) 1544 (R)
Marca: Fenice sopra un'urna che sprigiona fiamme. Motto: semper eadem. Col motto: De la mia morte eterna vita io vivo. Iniziali: GGF.
Cors.; rom. Iniziali e fregi xil. Marche (Z537) sul front. e (Z539) in fine. Esemplare mutilo dell'ultima c. I ed.

Giolito de Ferrari, Gabriele

Coll.: 1893 - F.I 28. Riportato su CD 13
Ercole Bentivoglio letterato, nato verso il 1506 a Bologna, morto nel 1573 o nel 1575 probabilmente a Venezia, fu amico dell’Ariosto e visse a Ferrara alla corte degli Estensi ove ebbe delicati incarichi diplomatici, ma é conosciuto soprattutto come poeta. Di lui rimangono commedie, sonetti, ecloghe e satire. Nelle due commedie in versi, questa, e l'altra intitolata “I Fantasmi”, diede prova del suo estro inventivo. Le sue opere sono state pubblicate a Venezia nel 1633 e a Parigi nel 1719. Questa commedia fu più volte ristampata anche da Einaudi nel 1972. La lettera dedicatoria di Lodovico Domenichia a "m. Alberto Lollio" é datata: Venezia 6 sett. 1544. Trovate argute, figure e scene di luminoso brio accompagnano la commedia nei suoi 5 atti. Rappresentata a Verona durante il carnevale del 1549 per cura della locale Accademia Filarmonica, si distingue per vivacità ed originalità di situazioni ed argomento, mettendo sulla scena fatti e personaggi della vita reale contemporanea.
 
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