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Bindoni, Agostino: una scheda

Piccolomini, Alessandro

L' amor costante. Comedia del signor Stordito Intronato, composta per la venuta dell'imperatore Siena l'anno del XXXVI. Nella qual comedia intervengono varij abbattimenti di diverse sorte d'armi con intrecciati, ogni cosa in tempi e misure di Morescha, cosa diletevole, quanto alcun'altra ch'oggidi sia in luce.
In Vineggia: per Agustino Bindoni, 1550
78, [2] c. ; 8o. Segn.: A-K8
Impronta: L.e, gua- are- chTu (3) 1550 (R)
Marca: Giustizia: donna seduta che tiene con una mano la spada e con l'altra la bilancia.
Cors.; rom. Fregi xil. Marca (V282) sul front. Ristampa della I ed. del 1531.

Bindoni, Agostino

Coll.: 2008 - E.VIII 75. Riportata su CD 126
Alessandro Piccolomini, letterato e astronomo, nato a Siena nel 1508, ivi morì nel 1578. Fu avviato alla carriera religiosa e compì studi umanistici presso l’università di Siena. Nel 1531 entrò a far parte dell’Accademia degli Intronati, con il nome di Stordito. Curò vari volgarizzamenti dal latino e dal greco e si occupò anche dell’attività teatrale dell’Accademia. Trasferitosi a Padova si dedicò a studi filosofici e scientifici, seguendo lezioni di astronomia e matematica; partecipò alle riunioni dell’Accademia degli Infiammati, dove tenne lezioni di morale. Tornato a Siena scrisse la commedia Alessandro (Roma 1545) e nel 1546 si trasferì a Roma, dove rimase stabilmente fino al 1558, lavorando presso la Curia papale. Scrisse un commento aristotelico e due trattati divulgativi; si dedicò anche alla produzione poetica con la composizione di sonetti di ispirazione petrarchesca (Cento Sonetti, Roma 1549). Prese gli ordini sacri nel 1558 e si ritirò a Siena, dove fu nominato coadiutore dell’arcivescovo. Trascorse gli ultimi anni della sua vita dedito alla traduzione e all’esegesi della Retorica e della Poetica di Aristotele. La lettera dedicatoria di Andrea Arrivabene "Al molto Honorato et, Magnifico Giovanni Soranzo" é datata: Venezia 15 nov. 1540. L'amor costante fu composta per la venuta dell'Imperatore Carlo V a Siena. Essa fu la migliore delle sue commedie in cui una serie di felici situazioni che vanno dalla patetica storia dei due sposi fedeli, alla buffoneria del napoletano Messer Ligdonio, ai candidi sogni d'amore della giovane Margherita, alla sensualità sfrontata della serva Agnoletta, denotano l'interesse ai casi umani e la lucidità d'osservazione dell'A. Commedia ricca di elementi sentimentali che costituiscono un'importante novità per la storia del genere comico e giocata sulla sottile combinazione di linguaggi diversi.
 
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