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Campiglia, Maddalena<1595m.>: una scheda

Campiglia, Maddalena<1595m.>

Flori fauola boscareccia di Maddalena Campiglia
In Vicenza: presso gl'heredi di Perin libraro, & Tomaso Brunelli compagni, 1588
[8], 64, [16] c. : ill. ; 8o. Segn.: 8A-K8.
Impronta: u-e- ++en tai. OmDo (3) 1588 (A);u-e- o.en tai. OmDo (3) 1588 (A)
Marca: Ancora con delfino. Motto: Aldus iunior
Seguono in fine poesie di diversi in lode dell'opera. Cors.; rom. Vignetta (fenice) alla c.I2r (non segnata). Marca (V398) di Perin sul front. Var. B: nel secondo gruppo dell'impronta (c. 6r) , risarcita la lacuna nella stampa al termine dell'ultima riga. Var. C: idem c.s. per quanto riguarda il secondo gruppo dell'impronta. Ricomposto il front.: "Vicenza, Per gli H. di Perin libraro, ...". A causa di una diversa impostazione del fasc. I, la vignetta si trova sulla sua prima c. (che risulta adesso congruente con la c. che contiene "Gregorio Dvcchi ..." sul recto e "Gerardo Bellinzona Olimpico Stimolato ..." sul verso). I ed.

Perin eredi & Brunelli, Tommaso

Coll.: 1910 - F.I 45. Riportata su CD 20
Maddalena Campiglia (Vicenza metà sec. XVI-1595) di famiglia agiata poté dedicarsi allo studio delle lettere e della musica nella sua città natale dove rifiutò il matrimonio per divenire terziaria domenicana, come apprendiamo dal "Discorso intorno all'Annunciazione della Vergine" stampato a Vicenza nel 1585. Ampliò in seguito i suoi orizzonti culturali grazie alla conoscenza di opere e personaggi destinati ad influire positivamente sulla sua futura attività di scrittrice. Conobbe Curzio Gonzaga, amico di S. Carlo Borromeo e collaboratore attivissimo dell'Accademia romana, Bernardino Baldi e Torquato Tasso, la cui opera specialmente l'Aminta contribuì ai suoi interessi letterari. Compose una favola pastorale la Flori, un'ecloga Calisa, sonetti sparsi in raccolte di altri autori, qualche madrigale ma non ci é pervenuta la musica di cui fu autrice. La lettera dedicatoria dell'opera é indirizzata "Alla illustrissima signora donna Isabella Pallavicini Lupi marchesa di Soragna", seguita da quella all'"Illustriss. signor Curtio Gonzaga... La favola si inserisce nel fortunatissimo genere pastorale, e come sua tradizione nasconde sotto nomi fittizi personaggi reali.
 
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