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Pisarri, Antonio: 4 schede

Brignole Sale, Anton Giulio

Gli due anelli opera del sig. marchese Anton' Giulio Brignole Sale
In Bologna: per Antonio Pisarri, appresso all'ospitale dell morte, 1669
179, [1] p. ; 12o. Segn.: A-G12H6.
Impronta: a.o. a-o. timi raio (7) 1689 (A)

Pisarri, Antonio

Coll.: 2296 - E.IV 70
Il marchese Anton Giulio Brignole Sale (Genova 1605 – Genova 1662 o 1665) fu religioso, diplomatico e scrittore italiano. È conosciuto quale autore di testi satirici e teatrali nonché di romanzi biografici e scritti di contenuto religioso e agiografico. Figlio di doge, Anton Giulio fu senatore della Repubblica di Genova, sia pure per soli sei mesi e come ambasciatore svolse opera di diplomazia in Spagna. Nel 1647, rimasto vedovo per la prematura morte di Paolina Adorno, decise di lasciare la vita pubblica per prendere i voti ed entrare a far parte della Compagnia di Gesù. La sua figura è considerata, per cultura e prestigio, una fra le maggiori del secolo d'oro dei Genovesi. Come letterato, Brignole Sale fu esponente della scuola barocca genovese e quale esponente della Repubblica di Genova, a quel tempo nel suo massimo splendore, si fece ritrarre da Van Dyck in un ritratto divenuto celebre conservato nella galleria di Palazzo Rosso. Brignole Sale fu autore di testi di carattere religioso, fra cui una biografia romanzata di Sant'Alessio (da lui definita libricciuolo), ma che ebbe in Francia due traduzioni e varie ristampe, ma anche di commedie scritte in più lingue, fra cui la lingua genovese, in cui, secondo l'uso del tempo, trasfuse la sua vena satirica e polemica. In particolare, nell'opera "Li comici schiavi", creò la maschera genovese del Caporale Berodo, sorta di sbruffone soldato le cui vanterie sono oggetto di sberleffi. Era ascritto all'Accademia degli Addormentati.

Cicognini, Giacinto Andrea

La innocenza difesa nel castigo dell'empio. Opera del dottor Giacinto Andrea Cicognini
In Bologna: per Antonio Pisarri, appresso all'Ospitale della morte, 1668
130, [2] p. ; 12o. Segn.: A-E12F6. Bianca l'ultima p.
Impronta: sine covn o?ii eqOh (3) 1668 (A)
Marca (Grifone) sul front.

Pisarri, Antonio

Coll.: 2353 - E.III 47
Giacinto Andrea Cicognini (Firenze, 1606 – Venezia ?, 1650) figlio del poeta e drammaturgo Jacopo Cicognini, acquisì una notevole fama sia come drammaturgo che come librettista, producendo diversi lavori drammatici, tragedie, commedie, commedie sacre e libretti d'opera, quasi tutti scritti per i teatri d'opera veneziani. I suoi drammi furono musicati dai più celebri compositori dell'epoca, fra i quali si ricordano Francesco Cavalli, Antonio Cesti e Francesco Lucio. Cicognini fu una delle figure più importanti del dramma per musica del XVII secolo, nel quale egli fuse elementi sia di stampo tragico che comico e ricevendo talvolta alcune influenze dalla letteratura spagnola dell'epoca. I suoi lavori più celebri furono L'Orontea e Il Giasone (musicati rispettivamente da Cavalli e da Lucio), i due melodrammi più popolari in Europa durante il Seicento. Degli autori di comedie che leggevo e rileggevo spesso, il mio preferito era Cicognini", scrisse Goldoni nei "Mémoires", a conferma della larga fortuna che ancora nel Settecento ebbe l'ingente produzione dello scrittore fiorentino. Cfr., sull'arte del Cicognini: Sanesi, cit.; Belloni, Il Seicento, pp. 268-268, 290-291 e passim; Renda-Operti, 296-297. Cfr. Flavia Cancedda e Silvia Castelli, Per una bibliografia di Giacinto Andrea Cicognini. Successo teatrale e fortuna editoriale di un drammaturgo del Seicento, Firenze, 2002.

Santinelli, Francesco Maria <1627-1697>

La disperatione fortunata opera regia del marchese Francesco Maria Santinelli, cameriero maggiore di Christina Alessandra regina di Suetia
In Bologna : per Antonio Pisarri, appresso all' Ospitale della Morte, 1670 (In Bologna : per Antonio Pisarri, appresso all' Ospitale della Morte).
149, [3] p. ; 12o. Segn.: A-F12G4.
Impronta: lan- i|sa mimi Pise (3) 1670 (A)

Pisarri, Antonio

Coll.: 1831 - F.II 23
Francesco Maria Santinelli, marchese, poeta e prosatore, fu dal 1656 al servizio della regina Cristina di Svezia, indi ambasciatore alla Corte imperiale di Vienna e consigliere di Leopoldo 1. Socio delle Accademie dei Pacifici di Venezia, degli Infecondi di Roma e dei Gelati di Bologna, nacque a Pesaro nel 1627 e morì a Venezia nel 1697.

P.D.M.P.

Tempo e pacienza ouero I fortunati auuenimenti di Nicomede re' d'Eraclea, operatragicomedia del P.D.M.P. dedicata al molt'illustre signor Pietro Grandi
In Bologna: per Antonio Pisarri, appresso all'Ospitale della morte, 1670
95, [1] p. ; 12o. Segn.: A-D12.
Impronta: miuo neua e-b- AnVa (3) 1670 (A)

Pisarri, Antonio

Coll.: 2233 - E.IV 7
 
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