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Bordone, Girolamo: 2 schede

Cecchini, Pier Maria <1575-ca.1645>

La Flaminia schiaua. Comedia di Pier Maria Cecchini detto Frittellino. Comico del Sereniss. Sig. Duca di Mantova
In Milano: appresso Girolamo Bordoni, 1610
111 (i.e. 119), [1! p. ; 8o. Segn.: A-F8, G12.
Impronta: a-ta mihe deto LoQu (3) 1610 (A)
Marca tipograf. al frontespizio col motto: crescit occulto

Bordone, Girolamo

Coll.: 2388 - E.II 20
Pier Maria Cecchini, nato a Ferrara (1563-1645?), attore comico di grido nella commedia dell'arte, noto per la maschera faceta di Frittellino, diresse la compagnia degli Accesi, per poi passare a quella dei Fedeli (eredi dei Gelosi), dove però fu soppiantato da Giambattista Andreini. Scrisse per la moralità del teatro e lasciò parecchie lettere facete e morali e due commedie, la Flaminia schiava (Milano 1610) e L'amico tradito (Venezia 1633 o 1634).

Andreini, Giovanni Battista

La Florinda tragedia di Gio. Battista Andreini comico Fedele. All'illustriss. mo & eccellentiss. mo sig. re, D. Pietro Enrichez de Azevedo, conte di Fuentes, ...
In Milano: appresso Girolamo Bordone, 1606
191, [1] p. : ill. calcogr. ; 4o. Segn.: A-2A4.
Impronta: lei- s.E) a.o. o.A. (3) 1606 (R)
Marca (Tre alberi. Motto: crestit occulto) sul front. A p. 12 ill. della scena; a p. 14 ritr. dell'A. Segnalata in George Clubb p. 21.

Bordone, Girolamo

Coll.: 1680 - F.V 7
Giovan Battista Andreini (Firenze, 1578–Reggio Emilia, 7 giugno 1654), figlio di Francesco e Isabella Andreini, fu comico non meno famoso dei genitori e come poeta fu salutato come sommo dai contemporanei in Italia e fuori. Tra il 1601 e il 1603 sposò Virginia Ramponi, anche lei attrice, alla quale Andreini dedicherà la sua prima opera "Florinda" (nome in scena della moglie). "Florinda" verrà rappresentata nel 1603 a Firenze all'Accademia degli Spensierati. Andreini nel 1601 fondò la compagnia dei Fedeli, attiva presso le principali corti italiane ed europee. Nel 1604 i Fedeli entrano al servizio di Vincenzo I Gonzaga, duca di Mantova. Andreini scrive e stampa "La saggia egiziana" a Firenze, dedicandola ad Antonio De'Medici. Del 1613 sono le prime rappresentazioni a Parigi, all'Hotel de Bourgogne per rappresentazioni pubbliche e al Louvre per la sola corte del Re di Francia. Nel 1630, anno della peste, torna in Italia e a Bologna muore sua moglie. Tra il 1630 e il 1634 scrive il poema in ottava rima "Il penitente", riguardante il flagello della peste. Con "La Rosella" torna al suo solito stile e riprende le rappresentazioni (tra cui Verona, Vicenza, Venezia e Mantova). Negli anni dal 1643 al 1647 Andreini parte nuovamente per la Francia, dove scrive "L'ossequio" dedicato ad Anna d'Austria, regina di Francia. Secondo Virginio Mazzelli, studioso della vita di Andreini, la morte di quest'ultimo è da datare tra i giorni 7 e 8 del giugno 1654, a Reggio Emilia.
 
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