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Guarini, Battista <1538-1612>: 3 schede

Guarini, Battista <1538-1612>

La idropica, commedia del cavalier Battista Guarini.
[1731 ca.]
163, [1] p. ; 12o. Segn.: A-N6 O4.
Impronta: don- e.t- laa. beef (3) 1731 (Q)
Pubblicato presumibilmente a Napoli intorno al 1731, cfr. repertorio on-line COPAC. Iniz. xilogr

Coll.: 2116 - E.VI 29

Guarini, Battista <1538-1612>

Il Pastor fido e il Compendio della poesia tragicomica. Giambattista Guarini; a cura di Gioachino Brognoligo
Bari: Laterza, 1914
310 p. ; 22 cm
Scrittori d'Italia; 61
Bibliografia Nazionale – 1914 6832

Brognoligo, Gioachino

Coll.: G.VII 31

Guarini, Battista <1538-1612>

Il pastor fido tragicomedia pastorale di Battista Guarini, dedicata al seren. D. Carlo Emanuele Duca di Sauoia & C. ...
Venetia: presso Francescho di Franceschi senese, 1592
[136] c. ; 4°. Segn.: a8A-Q8.
Impronta: ozdi leo. a,sa LaPe (C) 1592 (R)
Marca: In cornice: Pace. Donna con ramo d'olivo e fiaccola. Motto: Per me qui si riposa, e'n ciel si gode.
Marca (Z920) sul front. Cors.; rom. Iniziali e fregi xil. Ristampa della I ed. del 1590 di Venezia di G.B. Bonfadino.

De Franceschi, Francesco <senese>

Coll.: 2115 - E.VI 28. Riportata su CD 85
Giovanni Battista Guarini, poeta e oratore nato a Ferrara nel 1538 e morto a Venezia nel 1612, nipote di Alfonso Guarini, fu professore di retorica e poetica nell'Archiginnasio di Ferrara dal 1557. Dal 1567 entrò al servizio degli Estensi ed ebbe incarichi e ambascerie in varie città d'Italia. Nel 1602 era ad Urbino dal duca Francesco Maria della Rovere, mentre nel 1605 a Roma con Paolo V. Utilizzò anche lo pseudonimo "Attizzato accademico ferrarese". La vita privata del Guarini fu segnata da tragici avvenimenti. L'opera di maggiore importanza è Il Pastor Fido, una "tragicommedia pastorale" ambientata nell'Arcadia. I personaggi della vicenda sono pastori e ninfe. Lo stile poetico del Guarini rispecchiava le esigenze di un pubblico che, in un'epoca di intrighi e conflitti politici, richiedeva testi di evasione. Nell'opera composta dal 1581 al 1590 Il Guarini riprende lo schema dell'Aminta del Tasso, ma lo amplia e compone una tragicommedia pastorale ammirata e ammirabile per il lussureggiare delle immagini e la sapienza stilistica e musicale. Fu rappresentata per la prima volta in casa del marchese Zurla e riproposta con successo per lunghi anni, in occasione delle festività carnevalesche.
 
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