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Terentius Afer, Publius: 12 schede

1.

Terentius Afer, Publius

Commedie di Terenzio tradotte in verso sciolto da Luisa Bergalli, fra gli arcadi Irminda Partenide, e dedicate a S.E. la sig.ra contessa D. Clelia Grilla Borromea
In Venezia: presso Cristoforo Zane, 1735
6 v. ; 8o.
Il front. generale e seguito da 8 c., segn.: a8, contenenti dedica, Vita di Terenzio e Indice, da cui si deduce l'ordine dei v. Precede il front. generale antip. calcogr. con ritr. di Luisa Bergalli.

Bergalli, Luisa; Zane, Cristoforo

Comprende:

2.

Terentius Afer, Publius

Commedie. Terenzio; a cura di Vittorio Soave
Torino: UTET, stampa 1953
434 p., [6] c. di tav. : ill. ; 24 cm.
Classici latini; 9
Bibliografia Nazionale – 1954 284

Soave, Vittorio

Coll.: S.III 29

3.

Terentius Afer, Publius

P. Terentii Aphri Comoediae sex, post omnes omnium editiones summa vigilantia nunc denuo recognitae, ac pristinae integritati restitutae. Accesserunt Antonii Goueani uiri eruditissimi annotationes...
Venetiis: Ioan Gryphius excudebat, 1560
175 c. ; 8o. Segn. : A-Y8.
Impronta: roi- s,a, i.m, QuNe (3) 1560 (R)
Marca: Grifone solleva un peso incatenato ad una sfera alata. Motto: Virtute duce comite fortuna.
Cors. rom. Frontalini a vignetta calcograf. Capilettera floreali

Gouvea, Antonio : de <ca. 1505-1565?>; Griffio, Giovanni <1.>

Coll.: 3170 - G.VIII 36
Afer Publius Terentius, commediografo romano nato a Cartagine visse nel secolo 2. a.C. Poeta comico portato a Roma dal senatore Terenzio Lucano, scrisse in tutto 6 commedie (Andria, Heautontimorumenos, Heyra, Eunuchus, Phormio, Adelphoe). Le commedie di Terenzio che si ispirano solo a due autori Menandro e il suo imitatore Apollonio Caristio si allontanano molto da Menandro ma egli vi aggiunse la sua personalità d’artista. L’elemento comico così presente in Plauto, quasi scompare in Terenzio più interessato alla fisionomia umana dei suoi personaggi che all’effetto esteriore dell’intreccio e del dialogo. Poco popolare tra i contemporanei ebbe molto successo tra i Romani. Numerosissime le edizioni di Terenzio nel corso dei secoli. Dal 1471 al 1779 se ne contavano già 395.

4.

Terentius Afer, Publius

La suocera. Publio Terenzio Afro; introduzione, traduzione e note di Marina Cavalli
Milano: Biblioteca Universale Rizzoli, 2001
13. ed; 143 p. ; 18 cm
BUR. L; L742
Testo latino a fronte.

Cavalli, Marina

Coll.: P.IV 7

5.

Terentius Afer, Publius

Le commedie. Publio Terenzio Afro; introduzione e traduzione di Ferruccio Bertini e Vico Faggi; note di Guido Reverdito
Milano: Garzanti, 1989
2 v. (XXVI, 747 p. compless.) ; 18 cm
I grandi libri Garzanti; 380-381
Testo orig. a fronte.
Bibliografia Nazionale – 91-8271

Bertini, Ferruccio; Faggi, Vico; Reverdito, Guido

Comprende:

6.

Terentius Afer, Publius

Le commedie. Publio Terenzo Afro; traduzione e introduzione di Alessandro Ronconi
Milano: Garzanti, 1977
XXVIII, 318 p. ; 18 cm .
I grandi libri Garzanti; 191
Bibliografia Nazionale – 7810763

Ronconi, Alessandro

Coll.: M.III 33

7.

Terentius Afer, Publius

Publii Terentii comoedie sex, cum interpretationibus Aelii Donati, Guidonis, Inuenalis Cenomani, Seruii, ac Iodoci Badii Ascensii, necnon Io. Calphurnii Brixiensis (licet recensioris) viri apprime docti, qui quidem in eauton timogoumenon multa familiariter scripsit. Insuper & scholia ex Donati, Asperi, & Cornuti comentariis decerpta...
Venetiis : ex typis, aere, ac industria bon+uirorum Brandini et Octauiani Scoti fratrum haec Terentii Commentaria excussa sunt, 1540 (Venetiis : in Typographia bon.virorum Brandini & Octauiani Scoti fratrum, cudebantur).
12], CXCV, [1] c. ; fol. Segn. : 2A6, 2B8, A-Z6 2A-I6, 2K4.
Impronta: t:la i.v. n.S. ti.i (3) 1540 (R)
Capilettera xilogr. Registro all'ultima c. Marca tipografica V467 al frontespizio, ma Z485 al colophon. Carattere cors. rom. Mancano le cc. 2A/2/3/4. Marche: Giovane sale su un albero di melograno per cogliere dei frutti che getta ad una donna anziana, senza le vesti, seduta ai piedi dell'albero.Doppia croce su ellissoide con iniziali B.O.S.

Coll.: 3084 - C.VIII 2
Afer Publius Terentius, secondo sec. a.c., poeta comico nato a Cartagine fu portato a Roma dal senatore Terenzio Lucano. Partecipò attivamente a quei cenacoli aristocratici che tanta fortuna ebbero nella prima metà del secondo secolo, che andavano assimilando la cultura greca. Scrisse in tutto 6 commedie: Andria (La fanciulla di Andro); Heautontimorumenos (Il punitore di se stesso; Hecyra (La suocera); Eunuchus (Eunuco); Phormio (Formione), Adelphoe (I fratelli). Le commedie di Terenzio, che si ispirano solo a due soli autori, Menandro e il suo imitatore Apollonio Caristio, si allontanano molto da quelle complesse di Plauto. Fu in un certo senso un traduttore di Menandro ma vi aggiunse la sua personalità d'artista nella limpidezza della forma e nella sensibilità acuta per i caratteri. L'elemento comico, così presente in Plauto, quasi scompare in Terenzio più interessato alla fisionomia umana dei suoi personaggi che all'effetto esteriore dell'intreccio e del dialogo. Queste sue caratteristiche lo resero poco popolare tra i contemporanei, ma molto successo ebbe in seguito presso i più raffinati posteri romani Numerosissime furono le edizioni di Terenzio nel corso dei secoli. Dal 1471 al 1779 se ne contavano già 395; almeno 20 prima del 1490 e 74 solo negli ultimi trentanni del XVI secolo.

8.

Terentius Afer, Publius

Raccolta di tutti gli antichi poeti latini colla loro versione nell'italiana favella. Tomo venti. Contiene l'altre tre commedie di Terenzio tradotte da Monsignor Niccolo Fortiguerra. Corpus omnium veterum poetarum latinorum cum eorundem italica versione...
In Milano: nel Regio Ducal Palazzo, 1740
[2! c., 374 p. ; 4o. Segn.: pigreco 1, A-2Z4, 3A (-A4).
Impronta: o.o. e.re poco QuQu (3) 1740 (R)
Contiene: I due fratelli; il Formione; l'Ecira.

Forteguerri, Niccolo

Coll.: 921 - I.V 40

9.

Terentius Afer, Publius

Il Terentio latino, comentato in lingua toscana, e ridotto a la sua vera latinita, da Giouanni Fabrini da Fighine fiorentino. ... Nel fine e aggiunto la interpretatione de la lingua volgare, e latina; ... Soncisi vltimamente aggiune dal medesimo auttore l'osseruationi da esprimere tutte le parole, e concetti volgari latinamente secondo l'uso di Terentio, ...
In Venetia: appresso gli heredi di Marchio Sessa, 1580
[6], 438 p., 33, [1], 60 c. ; 4o. Segn.: A-2Q82R4.
Impronta: nae- ed!a e,he \Fst (3) 1580 (R)
Marca: In cornice figurata: gatto rivolto a destra con topo in bocca. Motto: Dissimilium infida sotietas. Dim.: 8,8x6.
L'interpretatione de la lingua volgare, e latina inizia a c. 2E7r. Le osservazioni iniziano a c. 2K3r. Marca (Z590) sul front. Cors.; rom. Iniziali e fregi xil. Testo su due colonne

Fabrini, Giovanni <1516-1580ca.>; Sessa, Melchiorre <1.> eredi

Comprende:
Coll.: 3651 - L.VIII 6
Afer Publius Terentius. commediografo romano nacque a Cartagine e visse nel secolo 2. a.C. Poeta comico fu portato a Roma dal senatore Terenzio Lucano. Scrisse in tutto 6 commedie (Andria, Heautontimorumenos, Heyra, Eunuchus, Phormio, Adelphoe. Le commedie di Terenzio che si ispirano a due soli autori: Menandro e il suo imitatore Apollonio Caristio, si allontanano molto da Menandro ma Terenzio vi aggiunse la sua personalità d’artista. L’elemento comico così presente in Plauto, quasi scompare in Terenzio più interessato alla fisionomia umana dei suoi personaggi che all’effetto esteriore dell’intreccio e del dialogo. Poco popolare tra i contemporanei ebbe molto successo in seguito presso i più rafinati posteri Romani. Numerosissime le edizioni di Terenzio nel corso dei secoli. La lettera dedicatoria di Giovanni Fabrini "Allo Illustrissimo e Magnanimo Signor Cosimo de' Medici" é datata: Venezia ultimo di luglio, in cui egli si rammarica di coloro che "lodano Santo Girolamo che ha messe le cose Hebrae in Greco & Latino, & dannano chi mette le cose Latine & Greche in vulgare". Si augura al contrario che molti possano godere delle sue traduzioni anche gli stessi figlioli del principe.

10.

Terentius Afer, Publius

Terentius, a M. Antonio Mureto locis prope innumerabilibus emendatus. Eiusdem Mureti argumenta in singulas comoedias, et annotationes, quibus tum correctionum, magna ex parte, ratio redditur, tum loci obscuriores explicantur. 2: M. Antonii Mureti Argomentorum et scholiorum in Terentium liber.
Venetiis, 1558 (Venetiis : apud Paulum Manutium Aldi f., 1559). e Venetiis : apud Paulum Manutium Aldi f.,1559., 1559)
2 pt. ([16], 152; 39 c.) ; 8o. Segn.: a-b8 A-T8 a-e8.
Impronta: asis isr. coet noAl (3) 1558 (R); i-i- rete e.e- ripe (3) 1559 (R)
Nota di possesso manoscritta Andrea Viscardi alla sguardia libera. L'opera si compone di due parti, la seconda é intitolata: M. Antonii Mureti *Argomentorum et scholiorum in Terentium liber. Marca tip. (Z46) sul front. della 2. pt. Cors.; rom.; gr. Registro in fine. Annotazioni manoscritte a china al v. dell'ultima carta. Ristampa della prima edizione del 1555 di Venezia sempre di "Paulum Manutium Aldi f."

Manuzio, Paolo; Muret, Marc Antoine <1526-1585>

Comprende:
Coll.: Coll.: 3171 e 11774 - G.VIII 37. Riportata su CD 109 1/2
Afer Publius Terentius, secondo sec. a.c., poeta comico nato a Cartagine fu portato a Roma dal senatore Terenzio Lucano. Partecipò attivamente a quei cenacoli aristocratici che tanta fortuna ebbero nella prima metà del secondo secolo, che andavano assimilando la cultura greca. Scrisse in tutto 6 commedie: Andria (La fanciulla di Andro); Heautontimorumenos (Il punitore di se stesso; Hecyra (La suocera); Eunuchus (Eunuco); Phormio (Formione), Adelphoe (I fratelli). Le commedie di Terenzio, che si ispirano solo a due soli autori, Menandro e il suo imitatore Apollonio Caristio, si allontanano molto da quelle complesse di Plauto. Fu in un certo senso un traduttore di Menandro ma vi aggiunse la sua personalità d'artista nella limpidezza della forma e nella sensibilità acuta per i caratteri. L'elemento comico, così presente in Plauto, quasi scompare in Terenzio più interessato alla fisionomia umana dei suoi personaggi che all'effetto esteriore dell'intreccio e del dialogo. Queste sue caratteristiche lo resero poco popolare tra i contemporanei, ma molto successo ebbe in seguito presso i più raffinati posteri romani Numerosissime furono le edizioni di Terenzio nel corso dei secoli. Dal 1471 al 1779 se ne contavano già 395; almeno 20 prima del 1490 e 74 solo negli ultimi trentanni del XVI secolo. La lettera dedicatoria di Giovanni Fabrini "Allo Illustrissimo e Magnanimo Signor Cosimo de' Medici" é datata: Venezia ultimo di luglio 1580, in cui egli si rammarica di coloro che "lodano Santo Girolamo che ha messe le cose Hebree in Greco & in Latino & dannano chi mette le cose Latine & Greche in vulgare". Si augura al contrario che molti possano godere delle sue traduzioni anche gli stessi figlioli del principe.
 
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